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Poltergeist

13 luglio 2010

Superfluo dire che non avevo appena collegato alcunissima periferica.

A volte però, quando devo scendere dall’autobus, un moltiplicatore di porte mi farebbe comodo…

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Lieto fine

11 maggio 2010

A casa dei miei c’è un PC, un vecchio AMD K6-2 600Mhz, con installati Windows XP e Ubuntu 10.04

Il primo impiega non meno di dieci minuti ad avviarsi seriamente, ed anche una volta avviato risulta troppo lento per essere davvero usabile, il secondo in meno di 5 minuti è up and running.

Ad ogni modo ieri mi sono trovato a compiere l’impresa di installare una multifunzione HP (la deskjet F2400) sul PC, e quindi su entrambi i sistemi operativi. Per esperienza personale immaginavo che in ogni caso l’installazione sarebbe stata più semplice su win: inserisci il cd, premi avanti/avanti/avanti(ad libitum) et voilà. Su Linux invece ero pronto a dover installare qualche driver, magari penare un pochino con lo scanner, insomma pensavo che avrei perso un po’ di tempo. Ne sarebbe comunque valsa la pena, per poter usare la stampante con software libero, ma mi aspettavo qualche sacrificio.

Parto da Windows: inserisco il CD, aspetto l’autorun e parto con la sequenza avanti/avanti/avanti. Giunto al punto in cui mi chiede in che drive installare il software, dato che il mio disco fisso (per imperscrutabile decisione di WinXP) è il drive J, mi propone il percorso J:\Programmi\HP. Accetto e clicco per l’ennesima volta su "avanti". La sorpresa mi coglie quando, a metà circa dell’installazione, un Fatal Error viene visualizzato a tutto schermo: di cosa si tratta? Semplicemente il percorso "c:\Programmi\HP" non è stato trovato. L’intera installazione del driver si basa sull’assunto che il drive principale sia C e, da qualche parte nel codice, non controlla dove si è deciso di installare il software ma va direttamente a puntare in C:\Programmi. Fatal error, installazione cancellata (dopo 5 minuti di rollback) e nessun modo, dico nessuno, per ovviare alla situazione. Cambiare la lettera del drive principale infatti è un’operazione di per se’ impossibile in Windows, se non usando tool un po’ esoterici (ricordo che Partition Magic aveva questa feature, a suo tempo).

Un po’ spaventato riavvio sotto Ubuntu, senza spegnere la multifunzione. Effettuo il login col mio utente e mi dirigo verso Sistema/Amministrazione/Stampanti per vedere di aggiungerla ai devices, ma con mia grande sorpresa noto che la stampante già c’è.

Apro OpenOffice.org, scrivo due righe e mando in stampa. E la stampa esce.
Meccanicamente carico il programma di scansione di Gnome, metto un foglio sullo scanner e clicco su "acquisisci". Lo scanner funziona.

Nessun bisogno di driver, di installazioni, di intervento alcuno da parte dell’utente. Un capolavoro.

E poi c’è ancora chi dice che Linux è troppo difficile per l’utente finale…

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Bella scoperta

17 marzo 2010

Poco dopo aver iniziato a programmare ci siamo accorti di come non fosse affatto facile far fare ai programmi quello che volevamo. Avevamo scoperto il Debugging. Posso ricordare il preciso momento in cui ho realizzato che avrei passato buona parte della mia vita a scoprire e correggere gli errori nei miei stessi programmi.

- Maurice Wilkes scopre il debugging, 1949

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Good quote

8 marzo 2010

"Programs must be written for people to read, and only incidentally for machines to execute."
Harold Abelson (Structure and Interpretation of Computer Programs, Second Edition)

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Verbose on/off

3 marzo 2010

…confused

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Any news?

17 luglio 2009

Fino ad un mese e mezzo fa non sapevo nemmeno cosa fosse un ERP e nemmeno immaginavo che i processi produttivi di un’azienda di medie dimensioni potessero richiedere una tale mole di persone al lavoro contemporaneamente.

Ora queste cose sono un pelino più chiare, ho iniziato a fare lo sviluppatore in ambiente BaaN e presto inizierò anche a lavorare presso i clienti. Non solo, ma faccio un lavoro che fino a 15 anni fa sarebbe stato inimmaginabile: sviluppo software direttamente sulle macchine dei clienti stando seduto in ufficio, ne discuto con più colleghi contemporaneamente via Skype ed ho il caffè gratis (beh, per me almeno era una cosa inimmaginabile). Non ci saranno le salette ricreative con i calciobalilla aziendali come nella Silcon Valley, e nemmeno i distributori di Corn Flakes con il brand come nella Google Factory, ma direi che è un buon inizio :-)

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Radio Waves

3 maggio 2009

Questo è il mio primo post dalla rete wireless di casa mia. Comoda, certo. Mi posso spostare col portatile come mi pare e postare dal water, piuttosto che dal tavolo della cucina.
Non riesco però a nascondere una certa inquietudine nel pensare che, in questo momento, ogni singolo byte trasmesso in entrata e in uscita dal router viene lanciato via radio in ogni direzione. Prima di arrivare a destinazione, se ci arriva, attraversa il mio corpo e quello di tutti gli altri componenti della casa. Se essi sanno interpretarlo, come il PC, allora il dato che viene trasferito diventa un’immagine, un brandello di testo, un suono. Altrimenti attraversa semplicemente tutto ciò che incontra, come un grido inascoltato. Inquietante, estremamente inquietante…

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